Progetti in corso

Una casa per guarire e per crescere

Titolo del progetto:

UNA CASA PER GUARIRE E PER CRESCERE

Progetto finanziato da:

CHIESA VALDESE con fondi 5×1000 – Bando della Chiesa Valdese 2024

Tempi di realizzazione:

dal DATA INIZIO 5 NOVEMBRE 2024 al DATA FINE 28 FEBBRAIO 2026

Paese di realizzazione:

SIERRA LEONE – GRAFTON-FREETOWN

Partner locali:

Caritas di Freetown, War Widows for Christ NGO locale, God’s will Children NGO locale

Il progetto in sintesi:

Dotare il pozzo per l’acqua potabile attiguo al centro di accoglienza in costruzione, di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica per il funzionamento della pompa ed in questo modo ottenere minori costi di gestione dell’impianto. Contemporaneamente mostrare concretamente agli abitanti di una periferia di una città africana, le possibilità offerte da tecnologie di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Beneficiari:

– i bambini e le bambine in condizione di particolare emarginazione sociale come gli orfani e i membri di famiglie indigenti;

– le donne ed in particolare le vedove che soffrono ancora le conseguenze della guerra civile prima e dell’epidemia di ebola poi;

I beneficiari indiretti sono:

– i bambini e le bambine della periferia di Grafton,

– le famiglie della periferia di Grafton

Descrizione:

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico a servizio della pompa del pozzo che è già stato realizzato grazie al contributo di un Microprogetto di Caritas Italiana e di una ONG modenese RockNoWar.

L’installazione dell’impianto fotovoltaico si rende necessario, in quanto il quartiere dove si sta realizzando il centro di accoglienza, non ha una fornitura regolare di energia elettrica e quindi attualmente si deve far ricorso ad un generatore alimentato da gasolio con evidenti ricadute negative a livello ambientale, ma nel caso specifico con conseguenze negative anche dal punto di vista economico.

Considerando che il pozzo di fatto è l’unica infrastruttura in grado di offrire acqua potabile in maniera continuativa e sicura non solo per il centro di accoglienza, ma più in generale per il quartiere di Grafton, specialmente per le famiglie più povere, la possibilità di aumentare l’autonomia nella sua gestione diventa un aspetto fondamentale. La presenza poi delle due ONG locali, Associazione War Widows for Christ e God’s will Children, è un elemento di garanzia nella gestione dell’accesso al pozzo e più in generale per la supervisione dell’impianto.

Nello stesso tempo l’installazione di un impianto fotovoltaico nel contesto di una periferia di Freetown, costituisce un potente impatto dal punto di vista culturale. Generalmente, rispetto al tema del cambiamento climatico, sono proprio i poveri a pagare due volte le conseguenze, sia perché la crisi climatica accentua la loro condizione, ma anche perchè non possono accedere a soluzioni alternative e quindi sono costretti per vivere ad usare le soluzioni inquinanti che sono la causa della loro povertà. 

Mostrare concretamente, collegato ad una infrastruttura fondamentale come un pozzo, che esistono tecnologie che allo stesso tempo sono rispettose dell’ambiente e permettono una maggiore autonomia delle comunità locali, è un elemento qualificante della nostra proposta. Per questo prevediamo che insieme alla installazione dell’impianto, vi siano anche dei momenti di vera e propria formazione per spiegare agli abitanti di Grafton cosa sono le fonti di energia rinnovabile, come posso essere prodotte ed in particolare come funziona il sistema fotovoltaico.

Il sito della Tavola Valdese https://www.ottopermillevaldese.org/

Progetto alfabetizzazione digitale

Per bambini, bambine e studenti poveri della Sierra Leone

In collaborazione con l’Associazione ROCK NO WAR il Comune di MEDOLLA (MO)

Premessa

Attualmente l’associazione è impegnata in attività per favorire l’istruzione e l’educazione specialmente delle fasce più povere.

Africsid opera con la rete locale delle ONG modenesi che con ONG Sierraleonesi, con un rapporto di collaborazione privilegiato con la Caritas di Freetown l’organo pastorale della Chiesa Cattolica sierraleonese.

IL PROGETTO

Il progetto di Alfabetizzazione digitale dei bambini e delle bambine in Sierra Leone, prevede la realizzazione di due strutture, la prima in una zona interna del paese situata a nord di Freetown, nel Villaggio di Kakendema e la seconda in una periferia di Freetown nel Villaggio di Grafton, dotate di computer, wifi, climatizzazione, alimentati da impianto FTV con batterie ad accumulo e gli arredi necessari, scrivanie e sedie e le suppellettili per ospitare una biblioteca per gli studenti delle due comunità.

Il progetto ha preso avvio nel 2024 ed è tutt’ora in corso di realizzazione.

L’alfabetizzazione digitale, ovvero la capacità di utilizzare e comprendere le
tecnologie digitali in modo efficace, è fondamentale nel mondo interconnesso di oggi. Tuttavia, le aree rurali della Sierra Leone spesso affrontano sfide significative nell’accesso e nell’utilizzo di queste tecnologie, ponendo ostacoli all’istruzione, alle opportunità economiche e allo sviluppo sociale di un paese come la Sierra Leone che secondo l’indice di sviluppo UNDP rimane uno dei più poveri del pianeta https://hdr.undp.org/

Importanza dell’alfabetizzazione digitale nelle aree rurali e nelle periferie

Nelle comunità rurali e nelle periferie in Sierra Leone, l’alfabetizzazione
digitale svolge un ulteriore ruolo fondamentale:

– Istruzione: miglioramento dell’apprendimento tramite l’accesso a risorse
online, e-book e app educative che possono offrire opportunità didattiche inimmaginabili in quei contesti;

– Emancipazione economica: aprendo le porte al lavoro a distanza, a nuove forme di imprenditorialità e ai mercati online;

– Sviluppo della comunità: facilitando l’accesso alle informazioni sanitarie, ai
servizi governativi e alle piattaforme di coinvolgimento della comunità.

Le sfide attuali affrontate dagli studenti rurali e delle periferie

A fronte di questa enorme potenzialità, attualmente gli studenti delle zone rurali e
delle periferie della Sierra Leone sono limitati quanto a:

– Infrastrutture: accesso limitato ai libri o ad una biblioteca, accesso limitato a
connettività Internet affidabile ed elettricità;

– Istruzione: le scuole non hanno strumentazione digitale, mancano insegnanti formati e l’integrazione curricolare della cultura digitale rimane carente;

– Consapevolezza: a monte di tutto, rimane scarsa la consapevolezza degli strumenti digitali e dei loro potenziali vantaggi.

Il progetto propone una precisa strategia per l’alfabetizzazione digitale nelle zone
rurali e nelle periferie della Sierra Leone

Azione 1. Sviluppo delle infrastrutture

Il progetto prevede la realizzazione di due strutture, la prima nel Villaggio di
Kakendema e la seconda nel villaggio di Grafton in periferia di Freetown.

Gli obiettivi della Azione 1

– Facilitare l’accesso a Internet: sostenere lo sviluppo delle infrastrutture e
l’espansione dei servizi Internet.

– Offrire un Wi-Fi comunitario: creazione dei reti Wi-Fi basate sulla comunità per
ampliare l’accesso.

Ogni struttura, realizzata su aree di proprietà dei promotori dell’iniziativa,
avrà le seguenti caratteristiche:

– una struttura a piano terra, climatizzato, alimentato con impianto FTV con sistema di batterie ad accumulo, dotato di servizi igienici e dotazioni per la
sicurezza, in grado di garantire uno spazio di circa 2mq per alunno
per ospitare fino a 50 individui

– il salone ospiterà l’aula informatica che comprende i seguenti elementi di arredo e tecnici:

– postazioni di lavoro multimediali per gli studenti, forniti di altrettanti PC
(torretta, schermo, tastiera e mouse) con webcam;

  • una postazione multimediale per il docente con lavagna interattiva, webcam e scanner
  • un server e collegamento in rete locale tra i PC, con configurata una rete Intranet
  • rete locale interconnessa ad Internet mediante ADSL
  • una stampante laser in rete.

– la struttura ospiterà una Biblioteca fornita di libri accessibile per gli studenti rurali e delle periferie e le comunità di riferimento.

Azione 2. Iniziative educative

A garanzia della Azione 1 occorre un investimento iniziale nella formazione dei
docenti e nella ridefinizione dei percorsi didattici.

Gli obiettivi della Azione 2

– Integrazione del curriculum: incorporare l’alfabetizzazione digitale nei programmi scolastici fin dalla tenera età.

– Formazione degli insegnanti: fornire sviluppo professionale agli educatori sugli
strumenti e le pedagogie digitali, per il primo almeno a due persone per struttura (4 docenti formati).

Azione 3. Coinvolgimento della comunità

I due contesti in cui si andranno a collocare le strutture e le attrezzature previste
dal progetto, vedono comunità in condizione di grave svantaggio sociale e povertà e quindi il loro coinvolgimento è fondamentale per il successo dell’iniziativa.

Gli Obiettivi della Azione 3

– Programmi di alfabetizzazione digitale: organizzazione di workshop, campi ed
esercitazioni sulle competenze digitali di base.

– Partnership: collaborazione con ONG, aziende tecnologiche e agenzie governative per fornire risorse e formazione.

– Esempio e buone prassi: descrivere programmi di alfabetizzazione digitale di successo implementati in contesti rurali simili.

– Impatto: evidenziare come il miglioramento dell’alfabetizzazione digitale
abbia conferito maggiore potere agli individui e alle comunità.

Una delle due strutture in fase di realizzazione


Aiutami a vivere dignitosamente

I. DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Per decenni, la Repubblica Democratica del Congo è stata preda di spaventose catastrofi, sia naturali che volontarie, ripetute guerre ingiuste che, non solo hanno decimato la popolazione con varie calamità, ma hanno portato anche delle conseguenze dannose e incalcolabili nella vita sociale ed economica di migliaia delle persone.

Le vittime sono donne, ragazze, giovani e bambini orfani a causa della scomparsa dei genitori. Questa realtà ha lasciato dei segni indelebili nella vita dei congolesi in generale e della popolazione di Kisangani in particolare. 

Tra le conseguenze di questa tragedia, possiamo ricordare:

  • il deterioramento del tessuto socioeconomico rafforzato dal saccheggio delle risorse naturali della RDC,
  • violenza alle ragazze e donne,
  • malnutrizione,
  • l’aumento del numero dei profughi,
  • ragazzi che abbandonano la scuola, aumento dei disoccupati… 

Ultimamente, alla fine dell’anno 2022 fino ad oggi, la città di Kisangani, in particolare il comune di Lubunga, è stato l’epicentro di una crisi di coesione sociale alimentata dalle tensioni tra le tribù Mbolé e Lengola e dai conflitti per la terra. Più di 700 dei morti, tra dicembre 2022 e aprile 2025.

Bisogna segnalare anche l’avanzata dei ribelli di M23 nella parte Est del paese che sta causando più di 1 milione cinquecentomila (1.5) di rifugiati nella provincia di Tshopo.

Le condizioni di vita nella regione di Kisangani

Molti hanno perso le loro case, i campi, il bestiame e non hanno più il necessario per vivere con dignità. Dormono sotto i teloni e sono esposti a varie malattie ed epidemie.

È una situazione che provoca desolazione tra la popolazione, sofferenza e povertà estrema. 

Il progetto è raccomandato dall’Arcivescovo di Kisangani Mgr. Marcel UTEMBI TAPA clicca qui per leggere la versione in italiano della sua lettera.

Referente per il progetto per i rapporti Italia – Congo:

Don Antoine Komonyaka Lokatikala mobile e w.a.328 886 2556

Il progetto

Beneficiari

I beneficiari di questo progetto sono gli sfollati provenienti da conflitti interetnici nel comune di Lubunga e i rifugiati provenienti da zone di guerra nel Congo orientale, donne che hanno subito violenze sessuali, ragazze e ragazzi che hanno abbandonato la scuola.

Gli obiettivi

1. Obiettivi generali:

  • contribuire all’autosufficienza degli sfollati a causa di conflitti interetnici attraverso attività generatrici di reddito per combattere la povertà e garantire la loro autonomia;
  • ridurre le tensioni interetniche tra le comunità nel comune di Lubunga, stabilire una piattaforma sostenibile per la mediazione;
  • sostenere gli sfollati con le formazioni psicologiche e morale;
  • facilitare l’inclusione economica e sociale.

2. Obiettivi specifici

1. Organizzazione di attività di formazione per l’autonomia delle persone

Indicatori di impatto:

  • cercare di rendere gli  sfollati economicamente autosufficienti organizzando corsi di formazione sull’imprenditorialità, sull’autofinanziamento al fine di contribuire efficacemente alla lotta contro la povertà. vale a dire, avere un reddito che possa permettere formati loro di tornare al loro villaggio e riprendere la loro vita abituale (Tasso di consolidamento di un’attività economica per le persone formate: 80%. Reddito medio mensile cooperative miste: +15%)
  • contribuire alla formazione delle alla supervisione di ragazze e ragazzi disoccupati e vulnerabili che vivono nel campo per sfollati interni. 

 Beneficiari:

  • Più di 75 uomini e donne formati
  • Più di 150 giovani formati

2. Organizzazione delle attività per rafforzare i legami sociali e culturali

Indicatori di impatto:

Tasso di soddisfazione della comunità per la coesione sociale: 85%

Beneficiari:

  • Una cooperativa mista tra le tribù Mbole e Lengola operativa
  • Circa 500 partecipanti ai seminari sulla tolleranza, la pace e la coesione sociale

3. Sicurezza partecipativa

Indicatori di impatto:

Riduzione degli incidenti di sicurezza segnalati localmente (furti/aggressioni): 30% rispetto al primo trimestre 2026

Beneficiari

Costituire:

  • un Comitato misto di vigilanza
  • sistema di allerta precoce funzionale

Piano operativo delle attività

La durata del progetto è di 12 mesi e si articola in quattro trimestri, integrando aspetti culturali per massimizzarne l’adesione.

Piano strategico: Pace e mediazione

Attività dettagliate:

  • organizzazione di 4 forum interetnici (trimestrali), compresi rituali simbolici di pace (scambio di oggetti sacri, piantagione di alberi di pace)
  • formazione di 30 mediatori comunitari (gestione dei conflitti territoriali, negoziazione)
  • produzione di 12 programmi radiofonici mensili

Partner:

  • Africsid (titolare del progetto)
  • A.L.C.V.C.F. Azione per combattere le violenze domestiche contro le donne
  • A.S.V.-DI Azioni di sostegno delle Persone vulnerabili per lo sviluppo integrale
  • Parrocchia Santa Marta
  • Capi tradizionali
  • Radio Okapi, Radio Televisione Amani
  • Sauti ya Lubunga

Durata: Mesi 1 – 12

Piano strategico: Resilienza economica

Attività dettagliate:

  • Formazione di 200 donne e giovani sfollati/vulnerabili all’imprenditorialità (agricoltura sostenibile/pesca fluviale, gestione, formazione in cucitura ….)
  • Distribuzione di 100 microcrediti verdi
  • Laboratori di supporto psicosociale (200 giovani) tenuti da consulenti qualificati (gestione del trauma)
  • Distribuzione di 100 kit scolastici per il reinserimento di bambini sfollati

Partner:

  • Cooperative locali
  • UNICEF per consulenza tecnica

Durata: Mesi 3 – 10

Piano strategico: Coesione e cultura

Attività dettagliate:

  • Creazione e lancio di una cooperativa mista di agricoltura/pesca Mbole/lengola (50 membri fondatori) per creare interdipendenze economiche
  • Organizzazione di un evento culturale annuale (concerto di pace) per celebrare l’unità e la diversità (con la partecipazione di scuole e artisti locali)
  • Seminari di sensibilizzazione alla tolleranza per 500 sfollati (basati sui valori della pacer e delle unità locali)

Partner:

  • Società civile
  • Artisti locali
  • Scuole

Durata: Mesi 4 – 12

Piano strategico: Sicurezza partecipativa

Attività dettagliate:

  • Formazione di 20 membri del Comitato misto di vigilanza sulla sicurezza non armata e la prevenzione della violenza
  • Istituzione di un sistema di allerta precoce
  • 2 seminari di sensibilizzazione sulla sicurezza della comunità (100 partecipanti)

Partner:

  • Società civile
  • MONUSCO (supporto logistico)
  • Polizia locale

Durata: Mesi 2 – 12

Piano di finanziamento dettagliato e trasparenza
Il costo del progetto è di 45.000 euro. Questa somma è rigorosamente stanziata per garantire il massimo impatto sulle attività sul campo.

DesignazioneSpese € (%)Giustificazione e trasparenza
1.Dialogo e pace11.250 € (25%)Logistica dei 4 forum, onorari per i formatori di mediazione, costi delle campagne radiofoniche (12 programmi)
2.Organizzazione di formazione e attività di autonomia18.000€ (40%)Investimento diretto 100 microcrediti (attrezzature/semi), costi di formazione tecnica (150 famiglie), supporto psicosociale
3.Coesione e sicurezza11.250 € (25%)Creazione della cooperativa mista, manifestazione ‘River festival’, formazione del comitato misto di vigilanza e implementazione del sistema di allerta (telefonia/software)
4.Gestione e monitoraggio4.500 € (10%)Coordinamento locale (costi di comunicazione, trasporti), produzione dei rapporti finanziari trimestrali, e controllo finale da parte dell’ONG partner
TOTALE45.000 € (100%)Finanziamento richiesto ai partner, benefattori e persone di buona volontà

Valutazione dei rischi, sostenibilità e gestione

  1. Monitoraggio e valutazione
    • Metodologia: Utilizzo di un cruscotto mensile con indicatori SMART
    • Valutazione finale: condotta da un’entità neutra, che include un’indagine comunitaria per misurare la percezione della coesione sociale e la riduzione degli incidenti.
    • Rapporto: Africsid presenterà un rapporto tecnico e finanziario finale ad entro 30 giorni dal completamento del progetto.
  2. Sostenibilità (Sostenibilità dei risultati)
    • Economico: la cooperativa mista è concepita per essere un’entità generatrice di reddito, garantendo la sostenibilità dei posti di lavoro creati.
    • Istituzionale: i 30 mediatori formati saranno formalizzati all’interno di un Comitato Permanente per la Pace e integrati nella rete di azione sociale del comune di Lubunga.
    • Culturale: Il “Concerto della pace” e il sistema di allerta precoce vengono trasferiti alla direzione degli enti locali e delle strutture del comune non appena il progetto è completato, garantendone la continuità.

Conclusione e sollecitazione finale

Questo microprogetto è un investimento strategico per la stabilità e l’inclusione sociale nella provincia di TSHOPO e della città di Kisangani in Repubblica Democratica del Congo.

Facendo affidamento sull’autorità e sulla rete di AFRICSID OVD, garantisce un’attuazione efficace, etica e sostenibile.

Translate »